Tappa 11 – Attendere: voce del verbo amare

Cracovia ci aspetta, Cracovia ci attende! Aspettare, attendere: sono i verbi degli innamorati! Aspettare o attendere qualcosa o qualcuno, è voce del verbo amare! Il verbo “aspettare”, ma soprattutto…

Cracovia ci aspetta, Cracovia ci attende! Aspettare, attendere: sono i verbi degli innamorati! Aspettare o attendere qualcosa o qualcuno, è voce del verbo amare! Il verbo “aspettare”, ma soprattutto il verbo “attendere“ ha due sottolineature molto importanti. La prima sottolineatura significa proprio “aspettare” l’altro, aspettarlo e attenderlo perché che sta arrivando o perché è indietro, aver la pazienza di aspettare e attendere il passo lento dell’altro che vive una situazione di difficoltà e che è in ritardo rispetto a te.  La seconda sottolineatura, invece significa “attendere a”, che è davvero una sottolineatura particolare, perché significa “darsi da fare per” l’altro, mettersi a servizio, impegnarsi per l’altro, aiutare l’altro quando ne ha bisogno, essere attenti all’altro, ai suoi bisogni, mettersi a disposizione per condividere le sue gioie e le sue fatiche di vivere. Attendere, aspettare e darsi da fare con amore l’uno per l’altro: forse è questo il modo migliore di impegnarci in questi ultimi giorni di attesa prima della partenza per Cracovia; forse è questo il modo migliore per impegnarci a ricostruire relazioni ferite, a riprendere amicizie un po’ spente, a vivere con misericordia e amore ogni nostra relazione.

 

Prepararsi ad essere nel nostro mondo il sale della terra! È stato questo l’invito che ci ha fatto il nostro Arcivescovo Andrea Bruno nella Santa Messa del mandato ai partecipanti alla GMG  a Gonars il 17 giugno scorso. Ci ha fatto riflettere sull’importanza del sale che può dare sapore buono o cattivo alla vita nostra e a quella di chi ci incontra. Ci ha fatto riflettere  sulla capacità di conservare che ha il sale, per conservare intatta e non fare marcire la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore. Ci ha invitati ad essere il sale buono che dà sapore al mondo intero conservando e donando il nostro amore ad ogni uomo della terra che attende una buona notizia. Ma ci ha anche ricordato che tutto questo è possibile se restiamo abbracciati stretti stretti a Gesù, alla sua Parola di vita e di amore e al pane buono dell’Eucaristia. E nel mandarci in Polonia come rappresentanti di tutti i giovani della nostra Diocesi ha concluso così: «Andate in Polonia e tornate con un’esperienza che possa dare nuovo “sapore” alle vostre giornate e a quelle delle persone che vi stanno vicine». Prepariamoci ad essere il sale che dà sapore buono alla nostra e altrui vita; prepariamoci ad essere il sale che conserva la bellezza della nostra fede in Gesù, una fiducia così forte da aprire orizzonti di speranza e di amore a chiunque ci incontra. Prepariamoci stringendoci personalmente e tutti insieme a Gesù, perché è proprio Lui, Gesù che «ci aspetta con le braccia e il cuore aperti. Carissimi giovani, Gesù misericordioso […] vi aspetta. Lui si fida di voi e conta su di voi. Ha tante cose importanti da dire a ciascuno e a ciascuna di voi… Non abbiate paura di fissare i suoi occhi colmi di amore infinito nei vostri confronti e lasciatevi raggiungere dal suo sguardo misericordioso, pronto a perdonare ogni vostro peccato, uno sguardo capace di cambiare la vostra vita e di guarire le ferite delle vostre anime, uno sguardo che sazia la sete profonda che dimora nei vostri cuori: sete di amore, di pace, di gioia e di felicità vera. Venite a Lui e non abbiate paura! Venite per dirgli dal profondo dei vostri cuori: “Gesù confido in Te!”. Lasciatevi toccare dalla sua misericordia senza limiti per diventare a vostra volta apostoli della misericordia mediante le opere, le parole e la preghiera, nel nostro mondo ferito dall’egoismo, dall’odio e da tanta disperazione» (Papa Francesco, Messaggio per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016, dal Vaticano, Roma 18 agosto 2015). Il modo di abbracciare Gesù sia l’ascolto della sua Parola, del Vangelo, magari ogni giorno qualche versetto; sia partecipare alla Santa Messa domenicale per incontrarlo presente nella sua Parola di vita e di amore e facendo comunione con il suo corpo, presente in quel pane buono che è tutto il suo amore riversato in ciascuno di noi, nel nostro cuore, nella nostra vita. E perché no, abbracciamo Gesù nell’abbraccio che misericordioso del nostro perdonare e del nostro amare anche chi ci ha ferito, o abbracciare chi ha bisogno del nostro amore concreto, impegnandoci a vivere nei suoi confronti una delle opere di misericordia corporale o spirituale. Arrivederci a Cracovia. Accompagniamoci con la preghiera! Don Maurizio. 

Vuoi condividere questo articolo?

Facebooktwittermail

Segui l'Ufficio di PG sui social

Facebooktwitteryoutubeinstagram