Riforme: cantiere infinito. In dialogo con Elena D’Orlando

L’Italia sembra un Paese in perenne attesa di riforme: riforme costituzionali e riforme elettorali innanzi tutto. Al tempo stesso, però, sembra che ripensare assieme le regole del gioco sia qualcosa di impraticabile. Dai tempi della bicamerale presieduta da D’Alema fino al fallito referendum voluto da Renzi, ogni tentativo di cambiamento si è risolto in un nulla di fatto. Certo, singoli interventi sono stati fatti; ma mai nel contesto di un disegno organico. L’impressione, così, è di trovarsi a metà di un guado, bloccati in una situazione di stallo tutt’altro che positiva.

Da dove ripartire? Quali le principali sfide da affrontare? Forse, proprio l’emergenza pandemica può aiutarci a comprendere gli aspetti sui quali è più urgente intervenire. Tra questi, probabilmente, il giusto rapporto tra governo e parlamento, tra centro e periferia, tra autonomia e responsabilità. Questioni delicate quanto urgenti sulle quali è bene riflettere con la dovuta calma. Per farlo in modo autorevole abbiamo chiesto aiuto a Elena D’Orlando, costituzionalista, professoressa di Diritto pubblico comparato e direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Udine. A lei abbiamo chiesto di aiutarci a capire cosa rende così difficile avanzare lungo il terreno delle riforme. Soprattutto cercheremo di capire quali sono le riforme di cui il Paese ha davvero bisogno e perchè.

Appuntamento, quindi, a giovedì sera – 22 aprile, ore 20:30 – sulla pagina Facebook o sul canale YouTube della SPES. Non mancate!

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