Tappa 10 – La Misericordia, una grazia che riveste il cuore dell’uomo

La misericordia è una grazia di Dio che ci previene. La frase di Gesù: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”, forse ci può…

La misericordia è una grazia di Dio che ci previene. La frase di Gesù: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”, forse ci può far pensare che la misericordia di Dio verso di noi sia l’effetto della nostra misericordia verso gli altri, cioè che Dio mi usa misericordia perché io sono stato misericordioso verso gli altri, che la misericordia i Dio mi raggiunge in proporzione a quanto io sono stato misericordioso con gli altri. Ma non è così perché per poter essere misericordiosi è necessario prima aver fatto esperienza di misericordia, aver provato sulla propria pelle la misericordia di Dio (si impara ad amare quando qualcuno amandoci per primo ci insegna ad amare!): «Dobbiamo aver misericordia “perché” abbiamo ricevuto misericordia, non “per” ricevere misericordia […] La grazia “previene” sempre ed è essa che crea il dovere: “Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi” (Col 3,13)» (Raniero Cantalamessa, Le Beatitudini evangeliche. Otto gradini verso la felicità, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2008, p. 73-74). Infatti «il nostro amore è sempre una conseguenza del dono che di Dio ha riversato nei nostri cuore, quasi un traboccare della carità divina, lo zampillatre di una sorgente» (A. M. Cànopi, Beati i poveri…Beati, ed. Paoline, Cinisello Balsamo (MI), p. 88). Rivestiamoci allora, come dice San Paolo “di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri” (Col 3,12-15) perché Dio Padre ha già fatto tutto questo prima di voi verso voi stessi! Ci ha perdonati, ci ha sopportati, ha avuto pazienza e ha usato misericordia con noi: come Lui ha fatto per primo cono noi, anche noi facciamo così verso gli altri! D’altronde, come scrive ancora la monaca Anna Maria Cànopi: «la misericordia è innanzitutto capacità di amare e perdonare gli altri, sapendosi amati e perdonati da Dio on infinità gratuità. Questo presuppone la coscienza di essere miseri e bisognosi di misericordia; gli orgogliosi invece disprezzano la misericordia, sia quella di Dio che quella del prossimo. Per vivere la beatitudine riservata ai misericordiosi occorre innanzitutto avere sentimenti di umiltà, […] essere convinti che siamo tutti peccatori» (Beati i poveri…Beati, ed. Paoline, Cinisello Balsamo (MI), p. 89).

 

Rivestitevi di sentimenti di misericordia! S. Agostino diceva che noi esseri umani siamo come vasi di creta che, solo sfiorandosi, si fanno del male. Se questo è vero, allora non si può vivere insieme in armonia se non ci rivestiamo davvero di sentimenti di perdono, di misericordia reciproca! Il termine “misericordia” è composto da “misereo” e “cor” (avere a cuore il misero; impietosirsi nel proprio cuore, commuoversi, muoversi a compassione): la misericordia è saper reagire al male con il perdono, con la scusa invece che con la condanna. Infatti potremmo definire il perdono come l’olio del motore: «se uno si mette in viaggio su un’auto che non ha neppure una goccia d’olio nel motore, dopo pochi minuti vedrà andare tutto in fiamme. Come l’olio, anche il perdono scioglie gli attriti. L’olio che dobbiamo mettere negli ingranaggi della vita sono soprattutto parole buone» (Raniero Cantalamessa, Le Beatitudini evangeliche. Otto gradini verso la felicità, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2008, p. 79). Una parola buona, di incoraggiamento, in famiglia, tra gli amici, a scuola, del gioco e nel divertimento, è come un balsamo risanante e rivitalizzante: riveste di misericordia, fa rinascere l’amore e l’amicizia più sincera.

 

Qualche domanda per la riflessione personale o di gruppo…

Proviamo a ricordare quando abbiamo usato misericordia verso qualcuno, o abbiamo perdonato qualcuno che ci aveva offeso o ferito: era proprio tutto merito nostro? Veniva tutta da noi quella forza di usare misericordia e di perdonare? Da dove è nata questa forza d’amore che ha perdonato chi ci ha offeso e ci ha dato così la possibilità di usargli misericordia?
Il perdono e la misericordia donati all’interno di relazioni infrante, ferite, è come l’olio nel moto di un’auto: aiutano a realizzare la relazione, la risanano quando è in crisi. Proviamo ad individuare, tra i nostri rapporti con le persone, quello nel quale ci sembra più necessario far penetrare l’olio della misericordia e della riconciliazione. Impegniamoci in questo periodo (ormai la GMG è vicina!!!) a versare l’olio della misericordia, del perdono e dell’amore vero dentro quelle relazioni che in questo momento sono in difficoltà o ferite, perché «dove si vive così, nel perdono e nella misericordia reciproca, il Signore, […] dona la sua benedizione e la vita per sempre» (Raniero Cantalamessa, Le Beatitudini evangeliche. Otto gradini verso la felicità, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2008, p. 81).
Papa Francesco ci invita ad essere strumenti di misericordia verso il nostro prossimo: «La Parola di Dio ci insegna che “si è più beati nel dare che nel ricevere” (At 20,35). Proprio per questo motivo la quinta Beatitudine dichiara felici i misericordiosi. Sappiamo che il Signore ci ha amati per primo. Ma saremo veramente beati, felici, soltanto se entreremo nella logica divina del dono, dell’amore gratuito, se scopriremo che Dio ci ha amati infinitamente per renderci capaci di amare come Lui, senza misura. Come dice san Giovanni: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. […] In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri”(1 Gv 4,7-11)» (Papa Francesco, Messaggio per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016, dal Vaticano, Roma 15 agosto 2015). Come possiamo essere strumenti di questa misericordia di Dio per gli altri? Forse potremmo scegliere una delle opere di misericordia corporale e spirituale e sperimentare, nel viverla, quando è più bello e quanto rende più felici il donare che il ricevere!

 

Le 7 opere di misericordia corporale:

1 – Dar da mangiare agli affamati

2 – Dar da bere agli assetati

3 – Vestire gli ignudi

4 – Alloggiare i pellegrini

5 – Visitare gli infermi

6 – Visitare i carcerati

7 – Seppellire i morti

 

Le 7 opere di misericordia spirituale:

1 – Consigliare i dubbiosi

2 – Insegnare a chi no sa

3 – Ammonire i peccatori

4 – Consolare gli afflitti

5 – Perdonare le offese

6 – Sopportare pazientemente le persone moleste

7 – Pregare Dio per i vivi e i morti

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