Speciale oratori, don Daniele Antonello: «Al GREST si vince la fame di relazioni vere»

Oltre 60 oratori organizzano Grest e campi scuola sul territorio diocesano.

Le partite di pallone sotto il sole estivo, i balli, le canzoni accompagnate alla chitarra, le preghiere di inizio giornata, i grandi giochi, le gite, le esperienze spirituali, i pranzi insieme, i campeggi. E la bellezza del dono reciproco, dello stare gli uni accanto agli altri, delle relazioni. È l’universo degli oratori estivi: la Chiesa che scende in campo per far sì che l’estate non rappresenti soltanto  una parentesi di riposo, per i ragazzi, ma sia anche palestra di vita. Di più: sia «un fare casa dentro alle nostre comunità». A sottolinearlo, a pochi giorni dall’avvio dell’estate dei grest, è il  vicedirettore della Pastorale giovanile diocesana, don Daniele Antonello.

Portoni aperti a tutti
«I nostri oratori sono tante piccole Chiese in uscita, per usare parole care a Papa Francesco – indica don Antonello –. Sono portoni aperti a tutti, ragazzi e giovani di ogni credo e provenienza, ma anche generazioni diverse: piccole e grandi esperienze che nascono dal basso e coinvolgono adolescenti, mamme e papà, e nonni che si mettono a disposizione».

Sguardo al futuro senza paura
C’è bisogno di fare squadra, perché la sfida cui ci si trova di fronte è ambiziosa. I giovani non si accontentano. Chiedono tanto. «Chiedono, innanzitutto, relazioni. Hanno bisogno di  testimonianza forte – prosegue il vicedirettore della Pastorale giovanile –, di adulti maturi che facciano vedere che hanno trovato loro per primi la propria strada nella vita per la felicità». «La vera sfida per i giovani di oggi è quella di tenere uno sguardo rivolto in avanti – prosegue don Antonello –. Diversamente dal passato, immersi come siamo in una società che tende a farci  vivere solo la dimensione del presente, oggi siamo tutti posti di fronte ad un futuro incerto. Ma noi, e in particolare i ragazzi e giovani, non possiamo dimenticare che le nostre radici sono nel passato e che ci serve uno sguardo rivolto al futuro, un progetto di vita. Per questo (anche) gli oratori diventano luoghi dove si vive la pastorale dello stare insieme. Dove confrontarsi con educatori maturi che aiutano i giovani a porsi domande che hanno a che fare con il loro futuro».

La rete dei 14 mila
Sono oltre sessanta le realtà parrocchiali della Diocesi che si stanno preparando ad attivare grest, campi scuola, esperienze di servizio o altro. Un patrimonio prezioso, vivace e multiforme, che tra bambini, ragazzi e animatori coinvolgerà oltre 14 mila persone.

La mappa
Formazione, divertimento, crescita, servizio e comunione, queste le parole chiave che contraddistinguono le tante esperienze sul territroio. L’ufficio diocesano di Pastorale giovanile le ha censite tramite una mappa che riportiamo, in sintesi, nelle prossime pagine (a questo link, ndr). Un’occasione preziosa per conoscere la grande vitalità del territorio, ma anche per condividere idee, progetti e risorse tra oratori stessi. E creare ponti.

Ponti tra parrocchie
«Se non lo fanno i giovani chi può creare ponti? Gli adolescenti non hanno difficoltà a spostarsi – conclude don Antonello –. In tante comunità ormai lo si fa abitualmente: se una proposta è valida, i nostri ragazzi già lo sanno, questo è vero a prescindere dal luogo in cui si può concretizzare. Guardando alle costruende collaborazioni pastorali, è evidente che in questo senso i nostri oratori possono rappresentare una sorta di avanguardia. Già oggi ci sono parrocchie che si danno una mano nella preparazione delle attività estive, altre che condividono la formazione,  magari con la supervisione della Pastorale giovanile diocesana, altre le risorse umane…».

C’è ancora del cammino da fare, ma siamo sulla buona strada», conclude don Antonello.

 

Articolo di Valentina Zanella per “La Vita Cattolica” del 30 maggio 2018

 

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