L’estate 2019 sarà a Torino, sui passi di don Bosco (e non solo)

Nell’anno del Sinodo sui giovani e della GMG di Panama, l’esperienza estiva proposta dalla Pastorale Giovanile diocesana non poteva non volgersi a una figura che ha messo i giovani al centro di tutta la sua vita: parliamo di San Giovanni Bosco, il sacerdote piemontese che nella seconda metà del XIX secolo ha dato vita a una vera e propria rivoluzione educativa e sociale nella Chiesa e nella comunità civile dell’epoca.

Da lunedì 29 luglio fino a domenica 4 agosto 2019, tutti i gruppi di adolescenti e giovani della nostra Arcidiocesi sono invitati a vivere questa forte esperienza di fede sui luoghi di don Bosco e di tante altre figure di santità di cui pullulava la Torino di fine ottocento: Madre Mazzarello, don Cafasso, don Murialdo, San Cottolengo, Beato Frassati, ecc. Sono i c.d. “Santi sociali”, ossia coloro che – dalla Chiesa – si sono volti a vari ambiti del mondo con spirito di missione e di promozione della persona. La città di Torino, inoltre, propone ancora oggi realtà dalla forte valenza educativa, una su tutte è il Sermig.

L’esperienza estiva 2019 è stata annunciata durante gli incontri diocesani di presentazione delle iniziative dell’anno pastorale appena iniziato. I dettagli saranno resi noti nei mesi seguenti. Tuttavia, invitiamo fin da ora i sacerdoti e gli educatori in generale a tener presenti alcuni aspetti.

 

Perché una esperienza estiva diocesana?

Il primo aspetto è la preziosità di una esperienza che raramente si ha l’occasione di vivere. Camminare sui luoghi di don Bosco e dei santi sociali, respirare il loro pensiero e calarlo nell’epoca odierna è un passo che non tutti hanno la possibilità di compiere. Ecco, quindi, un’opportunità da poter cogliere “al volo”.

In secondo luogo, l’esperienza estiva diocesana dà la possibilità di vivere una “settimana di Chiesa locale”: giovani di diverse Parrocchie, con cammini diversi ma con molti punti d’incontro, hanno la possibilità di conoscersi, confrontarsi, condividere i propri percorsi. La vera “collaborazione pastorale” avviene nell’ottica della condivisione fraterna e reciproca. La proposta estiva è una opportunità che viaggia anche in questa direzione.

Inoltre, questa opportunità – così come quelle svolte in passato – offrono specialmente ai gruppi più piccoli, dalle Parrocchie apparentemente più povere, la possibilità di conoscere un lato di Chiesa giovane spesso relegato nella sfera dei sogni o del “sarebbe bello”. La Chiesa diocesana è anche giovane, ha una dimensione di entusiasmo e di festa nei sacerdoti di recente ordinazione, nelle giovani consacrate e in moltissimi educatori, una dimensione che vale la pena conoscere e sperimentare in prima persona, aprendosi quindi a una dimensione ecclesiale che non tutte le Parrocchie hanno la possibilità di vivere.

Infine, si tratta di esperienze forti, impegnative, profonde, che interrogano ciascun giovane nelle sue corde di sensibilità spirituale. Il giusto mix tra divertimento e catechesi, tra svago e preghiera, tra lavori di gruppo e momenti personali, aiuta a coltivare una profondità spirituale con metodi educativi adatti all’età dei partecipanti.

Per tutti questi motivi, l’Ufficio di PG offre la possibilità di accompagnare anche i micro-gruppi di adolescenti e giovani che – per ragioni varie – non avessero la disponibilità del loro catechista o animatore di riferimento.

 

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