Disponibile il secondo “gancio” della GMG, dedicato alla preghiera

Un gancio da appendere alla porta della propria stanza o a quella dell’oratorio, da agganciare allo zaino o da inserire nel diario di scuola,  un gancio che spesso i giovani usano per dire agli adulti di stare fuori dalle proprie vite, fuori dalla porta di quel regno segreto che è la propria stanza. Il servizio nazionale per la pastorale giovanile ha pensato a due ganci, uno – appunto – da consegnare ai giovani il all’inizio dell’anno, come invito a partire, e l’altro da distribuire in primavera, al momento della iscrizione vera e propria alla GMG.
 
Alla veglia di inizio anno per macro-zone era stato distribuito un un gancio-invito: in questi mesi i giovani hanno potuto conservare il gancio, oppure cederlo a qualche amico un po’ più “lontano”, che magari preferisce restare al di fuori della Parrocchia, per dire: Ti aspetto, vieni anche tu! Vieni con noi alla GMG! Se la GMG è una festa, un’esperienza di condivisione e di crescita, ogni festa che si rispetti parte da un invito. Invitare significa dire che il fatto che l’altro ci sia, partecipi alla festa, è importante per me. Significa dare un peso a una presenza che non è scontata.
 
Ora è disponibile il secondo gancio, dedicato alla preghiera e destinato a chi ha già iniziato a preparare lo zaino verso Caracovia. Durante il tempo di Quaresima, il gancio arancione serve per capire l’importanza della preghiera per restare uniti (anzi: “agganciati”) a Dio, Padre Misericordioso. Sul retro di ogni gancio è possibile scrivere una preghiera da recitare alla sera o alla mattina, assieme a un breve scritto di Papa Francesco.
 
Un terzo gancio sarà inserito nel “kit degli italiani”: servirà a restare agganciati alle altre persone, agli incontri, alle relazioni nate durante i giorni a Cracovia. Non sveliamo oltre, per non anticipare la sorpresa!
 
I ganci sono disponibili in ufficio di Pastorale Giovanile: i referenti dei gruppi (o i partecipanti “singoli”) possono passare a ritirare il giusto quantitativo.

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