«Cari giovani: chiedete al Signore la grazia della trasfigurazione»

Si è svolti venerdì 7 febbraio il secondo appuntamento con “Bota fé”, il particolare percorso diocesano di spiritualità per adolescenti e giovani. Nella consueta cornice del seminario di Castellerio, un cospicuo numero di adolescenti ha vissuto un momento di lectio, adorazione e – molti – anche una doppia testimonianza.

«Spesso nella Bibbia Dio si manifesta proprio sul monte – ha spiegato don Alessandro Fontaine nella sua catechesi, che ruotava proprio sul “luogo” del monte Tabor -. Se ci pensiamo bene, il monte è luogo del silenzio, della contemplazione… così Gesù ha manifestato realmente sé stesso proprio in cima al Tabor». Una riflessione breve e molto briosa, quella di don Alessandro, capace di suscitare alcune domande di senso: «Tra poco, nell’adorazione eucaristica, saremo davanti a Gesù risorto. Chiediamogli con forza: “Gesù, trasfigurami”!»

Nella seconda parte della serata c’è stato spazio per alcune testimonianze di chi, dopo un particolare momento di “contemplazione”, ha cambiato il proprio modo di approcciare le tematiche della vita. Parola alla coppia di giovani sposi Federico e Anna, conosciutisi durante la GMG di Cracovia 2016, e a Chiara, giovane codroipese che ha vissuto una duplice esperienza missionaria in America Latina.

Il prossimo appuntamento con Bota fé coinciderà con la veglia diocesana di Quaresima, in calendario venerdì 13 marzo alle 20.30 in Cattedrale a Udine. L’appuntamento sarà presieduto dall’Arcivescovo mons. Mazzocato. Il “luogo-simbolo” della veglia di Quaresima sarà il deserto.

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